In terra di Farfisa la prima serata in libreria

30 marzo, libreria Aleph di Castelfidardo. La prima uscita in pubblico con “La Simeide” fuori da Jesi, dove la storia della Sima si è svolta e intrecciata profondamente con la città, l’abbiamo avuta sabato 30 marzo a Castelfidardo, un paese non distante ma toccato direttamente, in quegli stessi anni, da un’altra vicenda aziendale, quella della Farfisa, altrettanto rilevante, non solo per le notevoli dimensioni, rapportate alla nostra regione – 1.200 dipendenti nel suo momento di maggiore sviluppo – ma anche perché – come la Sima di Jesi seppure in un settore diverso – racchiudeva in sé un’intera storia e vocazione della zona, quella della produzione degli strumenti musicali, la patria della fisarmonica.

E in terra di Farfisa noi abbiamo raccontato la vicenda della Sima di Jesi, ad un pubblico che come era naturale aspettarsi era assai più raccolto rispetto alla folla incontrata a “casa propria” la settimana prima. Eravamo alla Libreria Aleph – già conosciuta da noi in passato con altri racconti in reading concerto, legati ai libri L’erba dagli zoccoli e ‘E Riavulille – a proporre, ad un pubblico “estraneo” alla vicenda della Sima, quella storia nella forma del reading concerto, con lo stesso testo in lettura già utilizzato nell’anteprima del convegno di Jesi insieme al gruppo Arci Voce, inserendo questa volta nello sviluppo del reading ulteriori canzoni.

tCome accade sempre, quando un libro esce in pubblico non è più dell’autore ma diventa del lettore, e questo a maggior ragione lo è con i reading, grazie ai quali si sviluppa sempre un nuovo percorso narrativo, con una sua autonomia, fatta questa volta da più voci, in lettura e in musica, e allora quando si torna a riproporre gli stessi racconti narrati nel libro capita che si presta maggiore attenzione ad altri particolari di quella stessa storia o la si guardi da angolazioni diverse, e quindi si aggiunge una citazione in più che mancava nel reading precedente, ci si accorge che forse il commento musicale in quel punto può essere meglio sorretto da una diversa canzone, da utilizzare magari nell’esperienza successiva, e poi anche la discussione che segue aiuta a focalizzare lati diversi di questa storia, che quando l’ho ricostruita e poi scritta mi ha impegnato per quattro anni, ma gli operai che ne sono stati protagonisti l’hanno vissuta per venti anni, e noi cerchiamo di condensarla in un’ora di tempo, ricondividendone le emozioni, i significati, ritrovandovi dentro ulteriori connessioni con altre storie, diverse nei nomi e nelle situazioni ma uguali nella densità di sentimento che vi hanno raccolto dentro.

E così questo nuovo viaggio in reading concerto lo abbiamo iniziato in terra di Farfisa, senza raccontare della Farfisa – che certamente meriterebbe – ma accompagnati tra gli altri anche da un suono qui familiare, quello dell’organetto. Mi divertiva in particolare notare questa coincidenza durante la canzone di chiusura del reading, un “inno dei malfattori” che è un omaggio all’intera tradizione delle lotte operaie dall’Ottocento in poi, e che la “Vi cunto e canto band” ripropone sulle arie di casa nostra, e quindi con l’organetto al centro. Qui nel video, una registrazione dal vivo e con mezzi di fortuna (manca tra l’altro anche uno dei musicisti) in una serata precedente di qualche mese fa, quando avevamo inserito in coda ad un diverso reading anche un piccolo anticipo proprio della Simeide, in quel momento ancora non pubblicato (le foto sopra invece sono della serata alla Libreria Aleph; altre foto su FB).

Pubblicato da

Tullio Bugari

http://tulliobugari.wordpress.com/

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