Tra preziose memorie

Ieri rimbombava solo del suono delle nostre voci e degli strumenti musicali, la grande sala della ex centrale elettrica Ceci, nel quartiere di Borgo Conce a San Severino Marche, che ci ha ospitato per La Simeide in reading concerto, in apertura della serata organizzata da I Teatri di San Severino e poi proseguita con la visita agli stessi musei dedicati alla centrale elettrica, in funzione qui fino ad una quindicina di anni fa, per essere poi trasferita un chilometro più su, sempre lungo il Potenza.

Quando sono entrato ho immaginato subito il frastuono di quando la centrale era in attività, con le cascate d’acqua dentro le turbine, e il rumore in cui erano immersi quanti ci hanno lavorato per alcune generazioni, dalla fine degli anni venti del Novecento m’è parso di capire. Il legame indissolubile tra la produzione, in questo caso di energia elettrica, fondamentale nello sviluppo industriale degli ultimi centocinquantanni circa, e il lavoro umano, con tutta la sua complessità di relazioni sociali, sviluppi urbani, identità, frustrazioni, impegni quotidiani, riconoscimenti, connessioni, vite vissute.

E valori, e anche conflitti, la nostra storia, insomma, e la cultura, anche nella sua dimensione di spettacolo. Leggevo che a San Severino la corrente elettrica fece la sua prima comparsa nel 1886 per iniziativa di un impresario teatrale, che accese le luci a teatro. All’inizio fu uno spettacolo. Nell’introduzione al libro La Simeide, cito l’esposizione universale di Torino del 1884, dunque quegli stessi anni, quando la luce apparve per la prima volta in forma di spettacolo, con tutte le sue meraviglie.

Grazie all’iniziativa dei Teatri di Sanseverino e all’ospitalità dell’azienda Ceci, ieri abbiamo potuto portare qui, in forma di spettacolo, la storia della Sima di Jesi: non poteva esserci un posto più suggestivo, e così oltre alle voci e al suono della musica anche la nostra emozione sembrava rimbombare di soddisfazione e meraviglia, per la densità di significato e sentimento, e un po’ anche di mistero e avventura, di cui luoghi simili sembrano ancora carichi. Sembra la sala comandi del vecchio Nautilus, è stata la prima battuta che mi è venuta.

Sono molte le foto della serata, e anche brevi video, nonché articoli di promozione usciti nei giorni precedenti sulla stampa locale.

Pubblicato da

Tullio Bugari

http://tulliobugari.wordpress.com/

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